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Gli Allenatori allenano la Solidarietà PDF Stampa E-mail

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AIFO – AIAC comunicato stampa  con preghiera di diffusione e informazione
 Giornata mondiale dei malati di lebbra 31 gennaio 2010.

GLI ALLENATORI ALLENANO LA SOLIDARIETÀ

CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 30-31 GENNAIO 2010

AIFO E AIAC INSIEME PER COMBATTERE LA LEBBRA
NELLA 57^ GIORNATA MONDIALE A FAVORE DEI  MALATI DI LEBBRA

L’AIAC (Associazione italiana allenatori di Calcio) e l’AIFO (Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau), con il sostegno della Lega Calcio, promuovono insieme il 30-31 gennaio, in tutti gli stadi di Serie A, la 57^ Giornata mondiale dei malati di lebbra.

La Giornata mondiale dei malati di lebbra è una giornata riconosciuta dall'ONU per rinnovare l'impegno di tutti i paesi del mondo per la lotta contro la lebbra e per la promozione dei diritti delle persone colpite da questa malattia, ricorre quest’anno il 31 gennaio 2010 ed in Italia gode dell’Alto patronato della Presidenza della Repubblica.
Ancora oggi nel mondo ogni giorno sono registrati 700 nuovi casi, e si stima che altri 700 non siano individuati.  14 milioni sono le persone coinvolte nella malattia.
L'impegno dell'AIFO e dell’AIAC permetterà a migliaia di persone di guarire e di reinserirsi nella società.

In tutti gli stadi nella giornata del 30-31 gennaio saranno trasmessi spot di informazione e gli allenatori indosseranno la sciarpa gialla della 57^ Giornata Mondiale dei malati di Lebbra.
Dal 30 gennaio al 13 febbraio sarà inoltre possibile sostenere i progetti di cura della lebbra gestiti da AIFO donando 1 euro inviando un sms al numero 48582, oppure 2 euro chiamando dai telefoni della rete fissa Telecom.
L'iniziativa è in collaborazione con Telecom Italia, Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia.

I fondi raccolti con l'iniziativa SMS Solidale saranno destinati alla cura ed alla riabilitazione di persone colpite dalla lebbra in India, sostenendo la gestione dei servizi di salute, contribuendo  alla formazione del personale sanitario locale e all'educazione sanitaria della popolazione.

La lebbra è la malattia più odiosa. Perché toglie ad un uomo la capacità di provvedere a se stesso, lo priva degli affetti, delle amicizie, della stima sociale, distrugge la speranza nel futuro.
I volontari AIFO dal 1961 portano cure e aiuto ai malati di lebbra in tutte le parti del mondo, per ridare loro la speranza, per sconfiggere l’emarginazione e il pregiudizio

SALVIAMO LA BELLEZZA DELL’UOMO DALLA LEBBRA.


Cosa fa AIFO e come puoi aiutarci a sconfiggere la lebbra

La lebbra è un morbo che attacca il sistema nervoso periferico di persone già debilitate, è una malattia tipica di chi vive in precarie condizioni igieniche e in povertà, senza un’alimentazione e una cultura sanitaria adeguata. Le deformità alle mani, ai piedi, al volto, e i problemi alla vista, causati dalla malattia, possono essere prevenuti con una diagnosi precoce.
L’AIFO sostiene nei paesi in via di sviluppo la ricerca dei nuovi casi e campagne di educazione sanitaria e scolastica: per aiutare queste attività è sufficiente un contributo di 25 €.

La lebbra oggi è curabile, con i farmaci della polichemioterapia.
L’AIFO promuove la cura completa del malato, che puoi sostenere con 130 €.

Oltre agli aspetti sanitari, è importante per un malato o un ex malato con disabilità non essere emarginato, poter condurre una vita sociale e trovare un lavoro.
L’AIFO sostiene corsi professionali per persone con disabilità, per i quali puoi versare un contributo di 180 €.

Puoi trovare informazioni sulle attività fatte e sostenute da AIFO al sito www.aifo.it
Conto corrente postale n. 7484 intestato ad AIFO o, per versamenti sul conto postale con bonifico, codice IBAN: IT52 D076 0102 4000 0000 0007 484

Il Prof. Renzo Ulivieri, Presidente dell’AIAC (Associazione italiana allenatori di calcio) ha dichiarato: "Ho sempre pensato che la solidarietà porta con sé due sentimenti forti: il pudore e l’orgoglio. Il pudore dei bisognosi ma anche quello di chi si avvicina loro con rispetto, l’orgoglio di chi chiede  giustizia ma anche di chi, col proprio impegno al suo fianco, sa di essere nel giusto. Tutto questo, secondo me, lo si potrebbe chiamare «amore politico», per usare il titolo di un vostro recente convegno, che ha avuto al centro la cooperazione internazionale, i poveri, gli esclusi, i deboli. Ecco il richiamo potente delle parole che accompagnano il vostro fare. Trovo bellissimo leggere sotto il simbolo dell’Aifo, una frase illuminante: «dal 1961 con gli ultimi». Una vita con gli ultimi. Pensare che il mio mondo (e non solo quello), il calcio professionistico, è portato solo a ragionare in funzione dei primi. E invece la partita vera da vincere, quella per la vita, quella contro una malattia terribile, è la vostra. Mi piacerebbe dire in questa occasione, con pudore e orgoglio, la nostra".

AIFO
Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau
Organizzazione per la Cooperazione Sanitaria Internazionale
www.aifo.it
 
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